BK EVOLUTION
BK EVOLUTION: Richiedi il loro CD Jablen-The apple tree
Richiedi l'ultimo CD dei BK evolution, band della Benecia: Jablen - The apple tree. 12 nuove originali canzoni cantate nei dialetti sloveni del Torre, del Natisone, di Resia. Per avere la copia del tuo CD contatta il gruppo o rivolgiti all'Istituto per la cultura slovera di San Pietro al Natisone tel. 0432.727490
mercoledì 23 maggio 2012
Rassegna itinerante del Folklore - Lusevera-Bardo - 27.05.2012
Domenica 27 maggio 2012 a Lusevera-Bardo avrà luogo la 27esima edizione della Rassegna Itinerante del Folclore con la partecipazione di 13 gruppi folcloristici provenienti da tutte le province della nostra regione. Quest'anno l'organizzazione è stata affidata al gruppo „Lis Primulis“ di Zampis di Pagnacco che, su proposta del terjan Luis Crozzolo, ha scelto la Terska dolina per far da degna cornice all'importante appuntamento. La domenica prenderà avvio presso la Chiesa di San Giorgio con la messa delle 11.30 che, per l'occasione, sarà accompagnata dal cantante friulano Beppino Lodolo. Subito dopo la messa, più di 250 ballerini si esibiranno a coppie miste nella piazzetta del paese dove interpreteranno alcune danze comuni ai repertori dei gruppi partecipanti. Nello specifico, insieme a “Lis Primulis“ si potranno ammirare le formazioni “F . Angelica“ Danzerini di Aviano, “Pasian di Prato” , “Stu Ledi” di Trieste, “ Sot la Nape “ di Villa Santina, “Danzerini Udinesi” di Blessano di Basiliano, “Balarins di Buje” di Buja, “Balarins de Riviere” di Magnano in Riviera, “Santa Gorizia” di Gorizia, “Danzerini di Lucinico” di Lucinico ed il Gruppo Musicale Folcloristico “Gioia” di San Vito al Tagliamento. Tutti fanno parte dell'Associazione Gruppi Folcloristici Friuli Venezia Giulia (AGFF).
martedì 17 aprile 2012
I VINCITORI DEL CONCORSO “SUONARE@FOLKEST” 2012 – BK EVOLUTION
BK Evolution, primi classificati nella selezione territoriale “Italia
Nord Est 1” di Spilimbergo (tenutasi il 14 marzo scorso), suoneranno
nel corso di Folkest in Festa, la grande kermesse che come ogni anno
chiuderà l’edizione 2012 di Folkest. In attesa di poterli ascoltare dal
vivo, una breve intervista per conoscerli meglio.
Il vostro è un nome
particolare, quasi una sigla che riassume diversi concetti. C’è un
messaggio dietro la scelta di chiamarvi così? E perché la scelta
dell’inglese?
La realtà è in questo caso molto più
banale di quanto si possa immaginare. La nostra band è infatti
emanazione di un gruppo vocale (che ha fatto molto uso di
accompagnamento strumentale) attivo dal 1997 al 2007 con il nome
Beneške korenine. Korenine vuol dire radici, mentre Beneške
è l’aggettivo che fa riferimento alla Slavia veneta, quella che oggi
più propriamente diremmo Slavia friulana ovvero quel territorio
confinante con la Slovenia dove vive la comunità linguistica slovena
della provincia di Udine. Le vecchie BK, costituite da ventenni con una
spiccata vocazione per repertori originali e moderni, hanno sempre
voluto mantenere un forte e chiaro legame con le proprie origini. Una
volta terminato il proprio ciclo naturale, alcuni elementi del gruppo
hanno voluto dare continuità al progetto, dando progressivamente più
peso alla parte strumentale e aggiungendo al nome la parola evolution.
E nel farlo non sono stati presi da improvvisa e irresistibile
anglofilia, ma piuttosto da un messaggio intrinseco nella filosofia
della band: parlare al mondo nella propria lingua cercando di farsi
capire da tutto il mondo. Il perseverare nell’uso della propria lingua
madre è da molti ritenuto un’inutile perdita di tempo: noi invece
vogliamo affrontare modernamente l’argomento, ripulito da retaggi
nazionalistici e demagogici, e sottolineare l’importanza vitale della
padronanza di più lingue, ad iniziare da quella del cuore. Vogliamo,
insomma, afferrare tutto ciò che sta tra la nostra lingua materna, che
rappresenta la nostra intimità e ciò che ci fa sentire in qualche modo
speciali, e l’inglese, metafora del mondo odierno della capacità
comunicativa e dell’apertura mentale.
Da quando siete attivi come
gruppo e come vi siete formati? Quanto i percorsi individuali dei
singoli componenti hanno influito sulla creazione di un suono
d’insieme? Presentatevi a chi ancora non vi conosce…
L’odierna formazione è attiva dal 2008.
La band ha iniziato il suo percorso partendo da un progetto per la
manifestazione Postaja Topolove-Stazione di Topolò, realizzato in
collaborazione con la sede RAI di Trieste, ed in particolare con Marija
Brecelj, programmista delle trasmissioni in lingua slovena. Da tale
occasione sono scaturiti altri progetti, tra i quali la realizzazione
del primo cd (registrato proprio negli studi RAI di Trieste), e
soprattutto la voglia di proseguire. Di grande importanza è stato anche
il fatto che in una realtà come le valli del Natisone non esistesse più
da tempo una formazione stabile nel campo della musica pop. I BK
evolution si sono preoccupati anche di questo facendo da volano alla
nascita di una serie di band giovanili, alle quali hanno spesso fatto
da supporto mettendo a disposizione i propri spazi e strumenti, nonché
l’esperienza. I componenti dei BK, infatti, pur avendo scelto un genere
“facile” sono musicisti che si sono formati nel centro musicale sloveno
Glasbena matica di San Pietro al Natisone. Alcuni di loro sono
diplomati in conservatorio, altri sono vicini a questo risultato. Metà
del gruppo ha un’età prossima ai quarantanni, l’altra metà ha appena
superato i venti: e forse questo felice connubio ha contribuito alla
creazione di un repertorio fatto di equilibrio tra dinamismo, ricchezza
di idee, sobrietà e eleganza.
Presentate il vostro spettacolo, gli strumenti e il loro ruolo, i musicisti e il repertorio…
Il nostro spettacolo, come d’altronde i
nostri cd, sono un misto di musica etnica, pop e citazioni colte. Gli
autori dei pezzi sono il cantante Igor Cerno ed il pianista Davide
Clodig. Alla musica più esuberante e schietta del primo si contrappone
quella più intimistica e riflessiva del secondo. Ciò che però unisce
entrambi è il tendenziale uso di strumenti acustici, con qualche
inserto più aggressivo di chitarra elettrica (Alessandro Bertossin),
tra i quali predominano in un quasi costante dialogo il pianoforte e la
fisarmonica (Stefania Rucli), sostenuti dall’eclettico basso di Davide
Tomasetig e dalla batteria (Luca Clinaz). Altra costante, come già
accennato, è l’uso delle varianti locali della lingua slovena nei
testi. Nella musica dei BK ci sono chiari riferimenti a tradizioni
musicali popolari (non necessariamente ed esclusivamente slovene), ma
soprattutto la necessità implicita di emanciparsi da una
caratterizzazione esclusivamente folkloristica della lingua o del
dialetto.
I BK evolution hanno in repertorio due
cd, il primo dei quali dedicato al cantautore Kekko Bergnach e alle sue
canzoni, rivisitate per l’occasione in veste acustica. Il secondo,
invece, s’intitola Jablen (Il melo) e contiene canzoni originali del
gruppo.
Punto fisso iniziale è stato l’uso
quasi esclusivo di strumenti acustici. Oggi c’è qualche inserto in più
di chitarra elettrica, sebbene la fisarmonica e il pianoforte siano
sempre punti fissi.
Quanta tradizione c’è in quello che suonate e quanta composizione?
Il vantaggio di provenire da una terra
con un forte disagio economico, che ha conosciuto una fortissima
emigrazione e che vive nell’incubo dell’abbandono, è di aver mantenuto
più vive che altrove le tradizioni. E nella tradizione popolare la
musica è regina. Non di rado si sente ancora la gente cantare in cori
improvvisati o ballare al semplice suono di una fisarmonica, nei luoghi
o nei momenti più inaspettati. E questa cosa si rispecchia anche nelle
nostre canzoni: la tradizione non è cercata, ma solo un’inevitabile
conseguenza. Infatti, nel nostro repertorio trovano spazio anche pezzi
senza particolari richiami etnici. Poi però succede che in fase di
orchestrazione anche il brano con caratteristiche più lontane dalla
musica popolare si vesta di sonorità folk in virtù degli strumenti che
usiamo e soprattutto di noi stessi, del nostro vissuto e del nostro
modo di sentire la musica.
Voi amate collaborare con
altre espressioni artistiche del vostro territorio, in particolare
quelle letterarie. Che significato ha per voi questo tipo di
collaborazione?
Il senso è quello di valorizzare una
realtà misconosciuta, di creare una rete di collaborazione tra artisti
che, in fondo, partecipano tutti, magari senza saperlo, a un progetto
comune, che è quello di far apparire possibile ciò che la storia, la
politica o l’economia ci dicono impossibile. Non abbiamo mai sentito
dire da nessuno che le valli del Torre o del Natisone non siano posti
bellissimi. Poi però il senso di appartenenza a questi luoghi si rivela
molto più scarso delle aspettative. Eppure ci sarebbe un bel modo di
vivere il nostro territorio, un modo che solo menti più fini hanno
capito e cercano di trasmettere attraverso la poesia dei loro scritti o
l’audacia dei loro progetti. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di
farci – se non altro – portatori di queste idee. E poi è comunque bene
scrivere canzoni su testi validi, scritti da chi lo sa fare meglio di
noi.
Rappresentare una minoranza
etnica ancora quasi sconosciuta al pubblico più vasto è per voi uno
stimolo o qualche volta rappresenta un vincolo troppo forte?
Ammesso che noi la rappresentiamo, non
sentiamo nessun peso di questo tipo. Anzi, ci diverte il fatto di
esprimerci con tanti decibel in una lingua di minoranza che soprattutto
nel secolo scorso molti hanno cercato di far tacere.
Partecipare a un concorso come
“Suonare@Folkest”, cioè essere giudicati da una giuria per quanto
qualificata e non dal pubblico, che emozioni vi ha creato?
La cosa più bella è che il nostro
gruppo suona esclusivamente per il piacere di suonare, senza alcun
traguardo minimo da raggiungere o obiettivo diverso dal fare musica.
Non dimenticando che qualche elemento del gruppo ha veramente le carte
in regola per diventare qualcuno in campo musicale, e in questo senso
ci fa piacere impegnarci tutti per fare da trampolino di lancio a chi
se lo merita, ci siamo buttati in questa avventura di Folkest con lo
spirito di chi sa di aver fatto qualcosa con impegno e serietà e cerca
di proporsi a un pubblico più vasto per valutare la qualità del proprio
lavoro. L’impatto con una giuria è stato comunque emozionante e ci ha
dato la possibilità di concentrarci maggiormente sull’esecuzione dal
vivo in tutti i suoi aspetti. Ha migliorato il senso di autocritica
all’interno del gruppo, ma anche di autostima. Questa esperienza ci ha
già dato moltissimo e ci darà sicuramente nuova linfa ed energia per
portare avanti i nostri progetti.
Voi operate a cavallo fra
Italia e Slovenia. Com’è la situazione della musica dal vivo nel vostro
territorio d’azione? E quella delle produzioni discografiche?
Se da un lato le band sono cresciute
molto sia di numero che in qualità, dall’altro il riscontro a livello
di pubblico e di occasioni per esibirsi non è commisurabile. La
spiegazione sta un po’ nel fatto che i gusti degli ascoltatori spesso
non sono in linea con quelli degli esecutori. I gruppi giovanili sono
(stranamente?) molto legati al rock anni ’70 e poco capaci di essere
attuali e innovativi. Il pubblico, invece, tende ad essere molto
omologato e poco incline a scelte raffinate o di nicchia. In questo
modo si tende a sprecare anche le poche occasioni che si presentano. Ci
sono peraltro anche pochi organizzatori pronti a investire qualcosa per
permettere a gruppi emergenti di farsi sentire. E questo è un fatto non
solo economico, ma anche culturale. Con la coralità, per esempio, si
denota in generale un atteggiamento molto più accondiscendente, come se
la musica leggera sia da ritenersi comunque un gradino sotto, anche per
il solo semplice legame con una certa “rumorosità”.
Dal punto di vista discografico è
invece chiaro che il mondo sloveno è molto piccolo. Quindi le
produzioni valide da un punto di vista economico devono essere
sostenute direttamente da Lubiana, fatto che è quantomai raro per chi è
in zone periferiche. Stampare un disco è di conseguenza una possibilità
legata esclusivamente a finanziamenti pubblici. Il nostro gruppo è
stato bravo a sfruttare due buone occasioni. Ma anche in mancanza di
queste oggi, se non ci si pone il problema della redditività, si può
mettere tutto in rete e il gioco è fatto.
mercoledì 21 marzo 2012
BK EVOLUTION SUL PRESTIGIOSO PALCO DEL FOLKEST
I suoni antichi dei dialetti sloveni delle valli del Natisone e del
Torre uniti ai ritmi contemporanei del folk-rock. È il mix che
caratterizza la produzione dei BK (Beneške Korenine) evolution la
formazione nata nel 2007 e che ha all'attivo già due LP. Un mix che, lo
scorso 14 marzo, ha affascinato anche la giuria del premio
“Suonare@folkest, premio Alberto Cesa 2012”. L'assessore alla cultura di
Spilimbergo Luchino Laurora, il musicista Claudio Cappelli e i
giornalisti Nicola Cossar e Roberto Sacchi, hanno infatti scelto
proprio la formazione benečana per il palco, fra i più prestigiosi in
regione ma non solo, di FolkestInFesta il principale evento musicale
dell'estate spilimberghese. Un riconoscimento certamente importante,
basti pensare al numero dei gruppi che hanno presentato la domanda di
partecipazione, ben 112, ma anche all'elevata qualità musicale delle
formazioni che, dopo la preselezione degli organizzatori, hanno preso
parte alla fase finale del concorso sul palco del teatro Miotto di
Spilimbergo.
I “bikappa” infatti hanno superato il duo (chitarra e contrabbasso) udinese “Humpty Duo” che ha suonato alcuni pezzi strumentali acoustic-groove (secondo la loro stessa definizione) e gli Irish&more che invece hanno proposto brani della tradizione nord-europea.
A prevalere però è stata l'originalità della composizione delle Beneške korenine che con le canzoni presentate (tra le altre anche “Tan stran na wade” con testo della poetessa Silvana Paletti e “Za te zahvalit”, reinterpretazione di un brano dell'indimenticabile cantautore valligiano Francesco “Checco” Bergnach) hanno saputo conquistare i giurati con il loro stile semplice, senza fronzoli virtuosistici, ma mai banale visto l'arrangiamento orchestrale e i frequenti cambi di ritmo.
Un buon contributo – passateci l'eccesso di campanilismo – l'ha dato anche la miglior presenza scenica del gruppo, certamente più adatta – rispetto agli altri finalisti – al palcoscenico di un festival popolare.
I “bikappa” infatti hanno superato il duo (chitarra e contrabbasso) udinese “Humpty Duo” che ha suonato alcuni pezzi strumentali acoustic-groove (secondo la loro stessa definizione) e gli Irish&more che invece hanno proposto brani della tradizione nord-europea.
A prevalere però è stata l'originalità della composizione delle Beneške korenine che con le canzoni presentate (tra le altre anche “Tan stran na wade” con testo della poetessa Silvana Paletti e “Za te zahvalit”, reinterpretazione di un brano dell'indimenticabile cantautore valligiano Francesco “Checco” Bergnach) hanno saputo conquistare i giurati con il loro stile semplice, senza fronzoli virtuosistici, ma mai banale visto l'arrangiamento orchestrale e i frequenti cambi di ritmo.
Un buon contributo – passateci l'eccesso di campanilismo – l'ha dato anche la miglior presenza scenica del gruppo, certamente più adatta – rispetto agli altri finalisti – al palcoscenico di un festival popolare.
A.B. Novi Matajur 21.03.2012
lunedì 12 marzo 2012
BK EVOLUTION AL FOLKEST, Spilimbergo
14 marzo 2012, ore 21:15 – Spilimbergo, teatro Miotto - selezioni di “Suonare@Folkest – Premio Alberto Cesa”, prima serata (ingresso libero)
Prima tappa spilimberghese delle selezioni del concorso indetto da Folkest. Saliranno sul palco Humpty Duo, Irish&More, BK Evolution. Il gruppo primo classificato suonerà a Folkest 2012 durante FolkestInFesta, il secondo classificato suonerà durante la fase itinerante (decentramento) di Folkest 2012. A giudicarli, una qualificata Giuria composta dall’assessore alla Cultura del comune di Spilimbergo Luchino Laurora, dalla regista RAI-Fvg Claudia Brugnetta, dal musicista Claudio Cappelli e dai giornalisti Nicola Cossar e Roberto G. Sacchi.
LINK FOLKEST
Ubicazione:
33097 Spilimbergo PN, Italia
martedì 14 febbraio 2012
PUST V SEDLIŠČAH - PUST A MICOTTIS
www.comune.lusevera.ud.it
PUST - CARNEVALE
Sedlišča - Micottis di Lusevera
Sabato 18 febbraio 2012 ore 14.30
Piazza del Pust
Maschere, divertenti commedie e musica
Programma:
Ore 14.30
Inizio del Pust con la sfilata delle Magjoriti
Esibizione del Gruppo di commedianti di Lusevera
Esibizione del Gruppo di commedianti di Micottis
Sfilata carnevalesca d'intimo delle più importanti case di moda dell'Alta Val Torre

PUST - CARNEVALE
Sedlišča - Micottis di Lusevera
Sabato 18 febbraio 2012 ore 14.30
Piazza del Pust
Maschere, divertenti commedie e musica
Micottis di Lusevera è il paese del Pust, il Carnevale: il
sabato di Carnevale nella piazzetta del paese si inscenano, da tempi
remoti, divertenti commedie anche nel dialetto sloveno del Torre. Esse
assumono carattere di tale vivacità con liti, ingiurie e scherzi, da
rivestire punto d’interesse ed attrazione per turisti curiosi. Due
gruppi di “attori”, uno da Lusevera e l’altro da Micottis, inscenano
divertenti sketch presentando personaggi della cronaca paesana nonché
fatti e misfatti dell’anno trascorso.
Funzioneranno chioschi con bevande calde e crostoli.
Programma:
Ore 14.30
Inizio del Pust con la sfilata delle Magjoriti
Esibizione del Gruppo di commedianti di Lusevera
Esibizione del Gruppo di commedianti di Micottis
Sfilata carnevalesca d'intimo delle più importanti case di moda dell'Alta Val Torre
martedì 7 febbraio 2012
PUST V PROSNIDU
PETEK, 10. FEBRUARJA 2012
OB 18.00 pri kmečkem turizmu "Brez mej"
PREDSTAVITEV TIPIČNIH MAŠKER SKOZI ČAS
ZGUONER, PEJONER, PEPEJUHER, SKAPJER, SMERT, LEPE MASKE, PLEHUTER
SOBOTA, 11 FEBRUARJA 2012
Ob 13.00 začetek pusta
Ob 13.30 pohod po vaseh s petjem in harmoniko
ob 14.30 " Ta liepa maškera" bo zbrala najlepše tri maškere.
Boste lahko pojedli tipične vaške specialitete.
mercoledì 25 gennaio 2012
PUST 2012 PROGRAM - PROGRAMMA

SABATO 28 GENNAIO
val Judrio
ritrovo ore 13.00 da Francobollo
DOMENICA 29 GENNAIO
gita in slitta e in maschera sullo Stol (info: Francesco Qualizza)
SABATO 4 FEBBRAIO
Bardo-Lusevera e dintorni
ritrovo ore 13.00 da Francobollo (possibilità di pernottamento in loco! Avvertite Francobollo)
SABATO 11 FEBBRAIO
Prosnid-Prossenicco e Breginj
ritrovo ore 11.00 da Francobollo
DOMENICA 12 FEBBRAIO
sfilata a Pulfero
ritrovo ore 11.00 gelateria San Pietro al Natisone oppure 12.30 tendone di Brischis
la sfilata parte alle ore 13.30 circa; pasta offerta dall'organizzazione al rientro al tendone
dalle ore 17.00 musica con l'ansambel Skedinj
GIOVEDI' 16 FEBBRAIO
Zamir e fondovalle – ritrovo al bar di Zamir alle ore 18 (cena dalla Laura, Zamir)
VENERDI' 17 FEBBRAIO
Dughe e Oblizza – ritrovo da Francobollo alle ore 17.00 (cena da Caterina, Dughe)
SABATO 18 FEBBRAIO
Tribil superiore, Gnidovizza e Polizza – ritrovo da Francobollo ore 13.00
DOMENICA 19 FEBBRAIO
Postregna, Stregna e Varch – ritrovo da Luca Postregna alle ore 11.00 (cena al Sale e Pepe, Stregna)
LUNEDI' 20 FEBBRAIO,
Cernetig, Presserie, Tribil Inferiore – ritrovo da Francobollo alle ore 17.00 (cena a Cravero)
MARTEDI' 21 FEBBRAIO,
Raune, Iesizza – ritrovo a Zamir alle ore 17.00 (cena e gran finale in tendone a Brischis)
MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO – PEPEUNICA
ritrovo da Francobollo ore 14.00 – rogo a Stregna e cena al Sale e Pepe
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